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Il bello della differenza
Il bello della differenza
Zoom della copertina
Saverio Ungheri
a cura di Fabiola Giancotti
Il bello della differenza Metti il libro nel carrello
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Anno: 2000
Pagine: 329
Prezzo: € 258,23
Dimensioni: cm 17,0x24,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: Artisti d'Europa
ISBN: 9788877705655

Sculture pulsanti, anatomie allusive: una suggestiva arte oggettuale che coniuga fantasia artistica e maestria tecnica

Un volume che riunisce gli esiti più alti dell'artista che ha dato vita a un'impossibile terza avanguardia. Interroga la modernità e la trae verso l'incredibile. Interroga le avanguardie e le legge. Saverio Ungheri interroga la pittura, la scultura, l'architettura, le altre arti e invenzioni. E non le rappresenta, le legge. Non è solo arte, non è solo invenzione. È poesia dell'arte e dell'invenzione.
Estratto del libro
Non ho mai trasmesso solo la tecnica. Insegnando a vedere, a ragionare – non il lavoro pedante del disegno – credo di aver insegnato a disegnare con la mente, non con le mani. La mano deve eseguire ciò che la mente pensa: è un concetto di maniera. Insegnare ai ragazzi a vedere le cose. La maggior parte dei ragazzi non vede, non guarda, non ascolta. [...]
Ho sempre dipinto. I primi anni che ci siamo sposati, mia moglie e io abitavamo in una camera ammobiliata. In quella camera, in un angolino, avevo il cavalletto con i colori.
E dipingevo. Tutti i momenti che avevo liberi: di sera, di mattina, di pomeriggio. Non ho mai trascurato la pittura, anche lavorando. Dipingere è fare il lavoro degli angeli, cioè un lavoro che ti dà gioia. Quando tu lavori e il lavoro ti piace, non è pesante. E così dovrebbe essere per tutti. Invece, se io vado a lavorare per sbarcare il lunario, non è la stessa cosa. Ciascuno dovrebbe decidere nella libertà il lavoro che deve fare. Non basta la tecnica per l'arte. Se l'artista è in grado di disegnare, non ha bisogno di altri mezzi che non siano la mano. L'arte è il disegno a mano libera, cui si giunge dopo aver fatto molta esperienza.
Quarta di copertina
Quella di Saverio Ungheri è un'impossibile terza avanguardia. L'avanguardia che può sorgere dalla lettura della sua esperienza. L'avanguardia che non può più essere né presentarsi, e nemmeno enunciarsi, come avanguardia. Atto inaugurale. Atto assoluto. Arbitrario e di qualità. Saverio Ungheri interroga le avanguardie. E le legge. Saverio Ungheri interroga la pittura, la scultura, l'architettura, le altri arti, le invenzioni. E non le rappresenta. Le legge. Non è solo arte. Non è solo invenzione. È poesia dell'arte e dell'invenzione. È la scrittura di questa poesia. [...] Saverio Ungheri, maestro mediterraneo e europeo, può affidare la bella lezione di Leonardo al terzo millennio.
(Armando Verdiglione)

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