Estratto del libro
Nei fossati quasi secchi, invano le rane invocavano acqua nelle serate afose che affliggevano la campagna e contristavano di nebbie nerastre e infide la vicina palude, dove i canali, otturati da erbe assetate, lentamente stagnavano, prima di raggiungere, debilitati dall’arsura, la vastità marina. Solo il cielo notturno, nerissimo nonostante l’accendersi delle stelle di san Lorenzo, con la sua inquietante profondità illudeva di frescura la campagna dagli alberi immoti, dalle erbe irrigidite, in una notte completamente priva di venti. E in quella notte spietata, dove tutti sembravano rantolare vinti dall’afa, la vecchia Bragina ammattava il suo carro. Vi aggiogava la vacca — per la stanchezza diurna riluttante di brucare erba giallastra e rinsecchita da metabolizzare in latte stentato — e, sola, spingeva il carro per le strade bianche di polvere, inoltrandosi nella campagna desolata.
Quarta di copertina
Brunello Maffei racconta una storia che attraversa il tempo sotto il cielo di Viareggio. I personaggi sembrano raccolti qua e là sulla strada dei ricordi e della storia, immersi in un ambiente straripante di vita umana, animale e onirica.
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