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Leggere Vico
A cura di Emanuele Riverso
Leggere Vico
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Anno: 1982
Pagine: 281
Prezzo: € 17,04
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: l'alingua
ISBN: 8877700831
Contributi di: Aldo Vallone, Cesare Vasoli, Donald Philippe Verene, Ernan McMullin, Ernesto Grassi, Giorgio Tagliacozzo, Giovanni Ambrosetti, Isaiah Berlin, Leon Pompa, Linda Gardiner Janik, Margherita Frankel, Max Harold Fisch, Timothy Bahti
Estratto del libro
Negli anni a noi vicini sono stati molti gli studiosi che hanno dato mano alla ricerca di fonti cinquecentesche ispiratrici di Vico. Una sintesi pregevole di queste ricerche è contenuta nel volume di Sir Isaiah Berlin su Vico e Herder, in cui la concezione vichiana della storia e della natura risulta influenzata soprattutto dalla tradizione giurisprudenziale francese e dalle sue escursioni nel campo della filologia, delle antichità e delle controversie religiose e politiche. Come probabili fonti, sebbene congetturali per mancanza di riferimenti diretti nelle opere di Vico vengono proposti i giuristi storici: Bodin, Hotman, Budé e Cujas. Il professor Berlin vede in questi autori una "sfiducia della storia narrativa, un'antipatia per i princìpi atemporali, siano quelli della Legge Naturale che, in seguito, quelli del cartesianismo, una fede nella 'filologia' come una specie di antropologia rudimentale e di psicologia sociale [ ...]" motivi questi che riappaiono negli scritti di Vico. Egli conclude che i concetti più importanti della Scienza nuova, il valore della filologia e l'eterogenità delle culture attraverso la storia, non siano nati presso i filosofi, gli scienziati o i teologi, ma presso gli studiosi di diritto, storia e letteratura presenti nella Francia del XVI secolo.
È molto probabile che Vico conoscesse e utilizzasse le fonti indicate dal professor Berlin, quando elaborava le sue idee sulla natura e gli usi della storia. Però io ritengo che molti degli interessi di Vico non possano essere spiegati attraverso la derivazione da questi autori. C'è una gran quantità di altro materiale, trascurato dal professor Berlin e dagli altri studiosi di Vico, che Vico sembra aver letto e che secondo me influenzò la formazione del suo atteggiamento verso la storia in maniera abbastanza profonda. Intendo riferirmi ai testi generalmente conosciuti come artes historicae che venivano pubblicati in grande quantità da autori italiani del XVI secolo e fu spesso ripubblicati nei due secoli successivi.  Sebbene molti di questi testi fossero banali, di seconda mano o puramente polemici, erano molto diffusi sia nei circoli accademici sia presso le persone colte durante il periodo post‑umanistico nell'Italia dei secoli XVI e XVII. Alcuni di essi contengono anche intuizioni originali e un'acuta consapevolezza della natura dei problemi della teoria storica e della metodologia storica trattati da Vico nella Scienza nuova.
Qui è mia intenzione delineare i termini di una controversia sulla natura della verità storica e della spiegazione storica, che si sviluppò nella seconda parte del secolo XVI e a cui secondo me Vico espressamente cercò di dare una soluzione.
Quarta di copertina
Uno dei pensatori più rappresentativi e originali della filosofia italiana di tutti i tempi, Giambattista Vico riceve in questo volume una presentazione assai diversa da quelle a cui siamo abituati. Liberato da impossibili parentele con filosofi estranei al suo metodo e alla sua prospettiva, appare oggi propugnatore del pensiero divergente e creativo in un'epoca dominata dal fascino del pensiero convergente e deduttivo, sostenitore di un concetto di scienza in divenire continuamente rinnovata dall'esperienza in un'epoca che chiedeva il sistema scientifico definitivo in stile geometrico.
Attraverso un'analisi decisamente nuova dei testi viene illustrata la sua realizzazione maggiore che è la teoria della storia umana quale meta scienza capace di chiarire genetica mente la portata e i fondamenti di tutte le scienze prodotte dall'umanità. Alla luce di queste indicazioni è aperta la via per una lettura degli scritti vichiani che sia insieme autentica, attuale e particolarmente stimolante per la riflessione del nostro tempo.
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