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L'alcool al singolare. L'acqua di fuoco e la libido
François Perrier
L'alcool al singolare. L'acqua di fuoco e la libido Metti il libro nel carrello
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Anno: 1982
Pagine: 129
Prezzo: € 11,88
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: l'alingua
ISBN: 8877701110

Estratto del libro
Provate a farvi un'idea del contenuto latente e non del contenuto manifesto di un sogno senza far sdraiare sul lettino un paziente per il tempo delle sue cosiddette libere associazioni, tanto per riservare a un tempo indeterminato il resto ancora inanalizzato del sogno. Se al contrario proponete a un etilista le invarianti metodologiche della psicanalisi – e tre volte alla settimana – dovrete sventare l'automatismo di ripetizione e gli effetti di sorpresa.
In generale, un bevitore impenitente beve sempre un bicchiere prima e dopo la seduta.
Per un etildipendente la psicanalisi risulta quindi uno di questi tempi ritmati da un modo di scansione diverso da quello della partita che si gioca. L'analista freudiano quando giudica opportuno intervenire deve sempre essere sorprendente dinanzi agli effetti di sorpresa o alle litanie ripetitive. È un'arte difficile quando la bottiglia è appassionatamente in questione, come un albero fatto per nascondere la foresta brulicante di altre passioni, di ombre, di terrori, di taciute elezioni o di vergogne ...
Quando il calice della vergogna è stato bevuto fino all'ultima goccia, cosa resta da bere?

Quarta di copertina
Ancora un libro sull'alcool. Ma quale?
Non mancano scritti più o meno recenti intorno a questa faccenda scabrosa, dai risvolti fastidiosi ma altrettanto seri. E allora perché no la psicanalisi?
Ma quale, e con quale analista?
Sia ben inteso che non credo alle virtù della psicanalisi ortodossa come cura dell'alcoolismo. Tutt'al più può corrispondere all'azione di "una macchina per dare sete".
Quanto a me probabilmente conservo ancora la voglia di essere guaritore.
Ma da che e di chi? L'essere umano non è un insetto, sa ben presto di essere mortale. Un aforisma banale fra alcoolisti: "L'alcool uccide lentamente. E a noi che importa? non abbiamo mica fretta". Testimonianza di un umorismo da bevitori che gli scienziati non apprezzano.
In fase di assunzione l'alcoolista vuole unificare la sua singolarità psico-corporea tentando di vedere doppio per fare tutt'uno, e uno solo, da sé ...
Ho cercato dunque di redigere questo libro in forma di dialogo mettendo di fronte due colleghi accorti, uno psichiatra e uno psicanalista. L'uno necessariamente consulta e l'altro è consultato, ma ciascuno ha un suo desiderio di saperne di più su se stesso e sul modo in cui è situato, ascoltato, inteso. La psicanalisi diventa un'arte difficile quando la bottiglia è appassionatamente in questione, come un albero fatto per nascondere la foresta brulicante di altre passioni, di ombre, di terrori, di taciute elezioni o di vergogne ...

(François Perrier)
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