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Gli ebrei del silenzio. Testimonianza
Elie Wiesel
Gli ebrei del silenzio. Testimonianza
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Anno: 1985
Pagine: 129
Prezzo: € 11,36
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: l'alingua
ISBN: 8877701536

Estratto del libro
I loro occhi.
Bisogna parlarne sin dall'inizio, se non altro per fare appello alla parola e forse giustificarla. Bisogna descriverli, prima di andare oltre, prima di approdare ad altro, bisogna descriverli perché precedono e contengono ogni cosa. Attraverso quegli occhi tenteremo un approccio0 al loro silenzio, al destino di quel silenzio. Il resto può aspettare e aspetterà. Il resto verrà solo a confermare o a illustrare una conoscenza ormai acquisita.
Quasi rivolti alla sorgente del tempo, cui sembra che conferiscano quel suo mistero. Si direbbe che una verità primaria li bruci senza consumarli. Non sapendo decifrarla, lo straniero che è in te non può non chinare la testa e sottomettersi; non vedrà mai cosa riflettono, cosa vedono.
Fin dal primo incontro i loro occhi ti catturano lo sguardo e non lo lasciano più. D'un tratto, non hai più niente da dire.
Quarta di copertina
Tre milioni di cittadini sovietici portano sulla carta d'identità la menzione "nazionalità ebraica". Per quanto lo vogliano, non è possibile per loro cambiare statuto. Insomma non possono assimilarsi, e intanto sono privati sia dei diritti e privilegi garantiti dalla Costituzione alle altre nazionalità dell'Urss sia della semplice possibilità di trasmettere ai figli la loro lingua, i costumi e le tradizioni. Sono le vittime postume dello stalinismo, sono un irresolubile enigma per i dirigenti della Russia comunista. Nel mondo si levano voci: dai partiti comunisti, dagli intellettuali simpatizzanti. Mosca resta muta, come restano silenziosi i tre milioni di ebrei dell'Urss, ancora murati nella paura e nella solitudine mentre un vento di tolleranza liberatrice percorre il mondo sovietico. Perché?
Elie Wiesel in questo libro fa da testimone. Dice cos'ha visto, ripete quello che gli hanno sussurrato nell'ombra. Neanche lui dà spiegazioni. Interroga e si interroga, alla ricerca della verità tra gli arcani di un mondo kafkiano. Ma a poco a poco quel mondo di oppressione diventa familiare, e s'impone l'immagine di un popolo dall'indistruttibile vitalità che nulla può intaccare, l'immagine di un popolo che non vuole morire.
Visitatore esente da compiacimenti o pregiudizi, Elie Wiesel riesce nel miracolo: dà la voce agli ebrei del silenzio.
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