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Vita e morte dell'Utopia
Antonio Saccà
Vita e morte dell'Utopia Metti il libro nel carrello
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Anno: 1987
Pagine: 90
Prezzo: € 15,49
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: l'alingua
ISBN: 8877702435

Breve storia dell'utopia da Tommaso Moro a Georges Orwell.
Estratto del libro
L'utopia, […] intende fermare la storia, fermare, anzi, ciò è più ambizioso, la vita: una volta per tutte troveremo la felicità, una volta per tutte il male sarà sconfitto, per sempre la civiltà si imporrà, per sempre la natura ridarà ingenuità e semplicità ai bisogni dell'uomo, vivremo nell'abbondanza al punto che i desideri saranno inferiori alla possibilità di appagarli .... L'utopia è gioiosa, esuberante, severa, parca, virtuosa, promette ogni promessa e in ogni direzione.
Di colpo, come un buio caduto in pieno giorno, al momento d'acme delle utopie e quando la storia cominciava a eseguirle, di colpo, come un buio caduto in pieno giorno, appena le masse, il comunismo, la tecnologia si congiungono l'utopia si rivolta e appare con faccia di mostro. Spunta qualcosa che i propositori di belle società non avevano considerato: la massa, che si presenta come un soggetto volgare, iconoclasta, lontano dai bisogni elementari e dalla natura, anonimo e però non semplice. Comunismo, tecnologia e massa svolgono l'utopia orribilmente favorendosi, il comunismo, infatti, è di massa, esso diviene un modo, il modo in cui le masse entrano e
dilagano nella storia, la tecnologia, da parte sua, offre i mezzi per controllare e irregimentare gruppi d'uomini vastissimi, per numerarli e spartirli nei diversi lavori. La civiltà industriale di massa – comunista o no – ecco il vertice dell'utopia.

Quarta di copertina
Questa breve storia dell'utopia ha inizio da Tommaso Moro e si conclude con George Orwell. In essa vengono precisate le diverse utopie: quella comunista, che ritiene responsabile del "male" la proprietà privata; quella tecnologica che sostiene la necessità del massimo sviluppo della scienza ai fini della massima produzione; quella comunistico-tecnologica, per la quale non basta favorire la produzione, ma occorre amministrarla collettivisticamente. Fino all'Ottocento l'utopia spera nel futuro, nel momento in cui tecnologia e comunismo divengono storia, l'utopia, realizzata, mostra che il "male" non è strappato dall'uomo; nasce quindi un'utopia delusa, nera, comunismo e tecnologia sono visti con orrore. La scienza genetica offre l'ultima tragica forma di utopia e ne compie il sogno intimo: progettare l'uomo. L'uomo ha sempre impedito ogni progetto sopra di sé. Sfuggirà anche alla progettazione genetica, all'estrema e più radicale utopia? È la domanda conclusiva di Vita e morte dell'Utopia.
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