Estratto del libro
Molti anni fa, sotto l'impatto simultaneo di svariate esperienze straordinarie, mi trovai preda di visioni oscure di certi disegni che, a tutta prima stranamente dubbioso, giunsi a riconoscere, con crescente certezza e con mio massimo stupore, come le sagome di certe lettere dell'alfabeto latino. Solo più tardi compresi, collegando l'evento a princìpi psicologici noti, che dovevo essere stato vittima di una irruzione di simboli primordiali dall'"inconscio collettivo" nel mio subconscio personale; e, inoltre, che le forme che ossessionavano la mia immaginazione corrispondevano veramente ai modelli che sono alla fonte dei nostri segni alfabetici. Questo avveniva a Oxford nell'autunno dell'anno 1942.
Mai fino ad allora avevo avuto interesse per l'alfabeto. Né sapevo che per quasi duemila anni esso era stato oggetto di ardue ricerche e speculazioni da parte di mistici ed eruditi. […] Il problema dell'alfabeto, nel modo in cui d'un tratto lo vedevo, non rientra nella sfera di nessuna disciplina scientifica esistente.
Quarta di copertina
Questo libro narra la storia dell'alfabeto. Una storia affascinante e ai confini dell'incredibile. Si è sempre saputo, già dall'antichità, che le lettere dell'alfabeto greco e poi romano, tuttora in uso, derivano dai segni di scrittura semitici, i quali erano a loro volta il frutto di una secolare stilizzazione di pittogrammi originari, cioè di immagini e disegni che solo in seguito divennero meri segni convenzionali. Ma nessuno, prima di Alfred Kallir, aveva effettivamente potuto ricostruire questa vicenda dalle prime immagini del paleolitico sino a noi, attraverso un confronto magistrale con tutti i sistemi di scrittura via via inventati dall'uomo. Il risultato è stupefacente e tale da modificare molte abituali credenze sulla scrittura. Anzitutto Kallir ne mostra l'antichità coeva con i suoni della lingua, poi lo straordinario valore iconico e simbolico; quindi dimostra che il nostro alfabeto, nella successione non casuale dei suoi segni, raffigura una ben precisa fase dell'evoluzione umana e narra una storia di domesticazione in cui le valenze magiche, cosmiche e sessuali dei simboli scritti stanno in primo piano; infine solleva l'ipotesi che la scrittura documenti l'esistenza di un inconscio collettivo dell'umanità tuttora operante nei sistemi di comunicazione e che trova conforto anche in talune tesi psicanalitiche. In tal modo Kallir apre la via a una nuova disciplina scientifica, che propone di chiamare "semantica bisferica" o "semasiologia bisferica", dedicata allo studio delle corrispondenze profonde che legano i segni visivi della scrittura con i segni uditivi della parola. Di questo originale campo d'indagine e della sua fecondità per la filosofia e le scienze della comunicazione e del linguaggio Kallir offre una documentazione sterminata e in tutti i sensi straordinaria, la cui semplice e innegabile evidenza al tempo stesso emoziona e stupisce il lettore moderno, del tutto ignaro del senso profondo dei segni di scrittura, ai suoi occhi insignificanti e indifferenti, che quotidianamente usa.
CARLO SINI, Introduzione
Note introduttive
Parte prima – Lettera A
Parte seconda – Lettera B
Parte terza – Lettere C e G
Parte quarta – Lettere D-F e H-Z
Echi di stampa
•
27/03/2010 - Agorà Magazine
•
24/10/2004 - L'Eco di Bergamo
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