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Il nulla, la musica, la luce
Vittorio Mathieu
Il nulla, la musica, la luce
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Anno: 1996
Pagine: 212
Prezzo: € 15,49
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877704368

In due giornate dell'aprile 1995, nella Villa San Carlo Borromeo di Milano-Senago, il professor Vittorio Mathieu ha diretto un master dal titolo Il nulla, la musica, la luce. A porgli domande, ipotesi, questioni sono intervenuti, fra il pubblico, musicologi, musicisti, filosofi, ricercatori, psicanalisti. La trascrizione che pubblichiamo mantiene l'immediatezza, la provocazione e l'assenza di sistematicità, proprie di una conversazione dove le cose si dicono, esposte, man mano, alla piega e alla trasformazione.
Estratto del libro
Bisogna considerare, come dice il mio amico Givone, la storia del nulla. Il concetto del nulla non è immediato, storicamente. È molto tardo, anche se è già presente, almeno in forma implicita, prima. Che tutta la particolarità venga dal non comincia proprio con il non essere di Platone.
A un certo punto, Platone si accorge che, per poter giustificare le cose che divengono – e che, quindi, prima non sono, poi sono, poi sono diverse, eccetera –, occorre introdurre quel non che Parmenide aveva espunto. E qui comincia la storia fatta dal non. Ma quando invece arrivo al nulla, purificando ciò che c'è dietro, nella storia, allora il non diventa posteriore, non generante, ma, caso mai, generato, perché il nulla non posso – come lei diceva – produrlo. Ha senso produrre il niente, "non dire niente", quando uno chiacchiera non dice niente. [...]
Il niente – possiamo dire il non ente – viene dalla negazione dell'ente attraverso il non, ma poi nella coscienza filosofica si arriva a un nulla originario, che è invece il rivelarsi stesso dell'essere. Questo esplode, soprattutto, con Heidegger, che era un grande pensatore proprio per questo, anche se ci sono già dei precorrimenti in tanti altri.
Possiamo reintrodurre quella distinzione tra ontico e ontologico che volevo lasciare da parte. L' ontico riguarda gli enti, tà ónta. L'ontologico riguarda il nulla degli enti, l'essere attraverso il nulla degli enti. La musica è ontologica, non è ontica, è l'arte più palesemente non ontica, méontica,e quindi è la più sileziosa di tutte, per così dire.
Quarta di copertina
Perché ho dato a questo libro il titolo Il nulla, la musica, la luce? Perché la musica – ancor più della poesia – è un ascoltare il silenzio. C'è qualcosa che, nella musica – quella riuscita – fa emergere, al di sotto del suono, il silenzio. Anche i temi di cui " parla" la musica – per esempio, quelli dei poemi sinfonici – servono a far emergere il nulla delle cose e indirizzano la nostra attenzione verso quell'essere del nulla che non è oggetto di osservazione o di rappresentazione. Il nulla della musica, proprio perché riesce ad astrarsi dai referenti empirici, diventa ancor più significativo. Grande è la potenza significante di ciò che non significa nulla, perché è il nulla a far emergere l'essere delle cose. E la musica e la luce si situano proprio in questo iato insuperabile fra l'essere e il nulla.
(Vittorio Mathieu)
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