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Una vita di poesia
Jorge Luis Borges
Una vita di poesia Metti il libro nel carrello
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Anno: 2007
Pagine: 669
Prezzo: € 48,00
Dimensioni: cm 17,5x24,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877707895

Estratto del libro
Vi faccio una confidenza: io vedo la storia come un lungo sogno, un lungo sogno arbitrario, e quello che forse è più strano, è che è un sogno che sogna se stesso. Un sogno senza sognatore. Forse questo mi allontana dal cristianesimo e mi avvicina al buddismo.
Mi càpita lo stesso con la letteratura [...]. Non credo nelle storie della letteratura; il movimento romantico non m'interessa, però m'interessano certe pagine di Novalis, questo sì. Credo negl'individui; credo che le società, le scuole, siano convenzioni della critica. Novalis non sono neanche sicuro di credere negl'individui. [...]
Ho imparato dopo anni, dopo molti anni, che conviene che uno scrittore non intervenga nella sua opera; sopra tutto che non intervengano le sue opinioni: le sue opinioni si riferiscono a casi effimeri, e non importano. Penso... forse la cosa più sensata che ho detto sull'arte sono state quelle due parole del pittore americano Whistler, che disse "Art happens", l'arte succede, l'arte occorre.

Quarta di copertina
Borges parla a Tokio e a Milano nel 1984; e a Milano nel dicembre 1985: risponde alle domande che via via gli pongono Anthony Kerrigan, Vittorio Mathieu, Viktor Nekrasov, Ennio Cavalli, Lydia Alfonsi, Armando Verdiglione, e giornalisti, scrittori, musicisti, registi, scienziati, giovani.
A chi gli chiede perché il massimo poeta dell'antichità fosse cieco, risponde: "Quando gli antichi pensarono che Omero fosse cieco, volevano dire che la poesia non dovrebbe essere visiva; che la poesia è anzitutto uditiva".
"Lei si è chiesto perché scrive?". Borges risponde: "Scrivo perché ho la necessità di farlo. Scrivere è una grande gioia [...]. L'arte è un miracolo, e nel mio caso si dà in questo modo: sento all'improvviso che qualcosa sta per occorrermi, e aspetto, e qualcosa occorre, che può essere una favola. Di questa favola mi è dato vedere il principio e la fine, non quello che succede tra il punto di partenza e la eta: questo, devo scoprirlo io".
A proposito dell'Europa: "Noi americani siamo europei in esilio, vale a dire che la nostra cultura è europea".
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