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Il nuovo pensiero forte.
Luigi De Marchi
Il nuovo pensiero forte. "Marx è morto, Freud è morto, e io mi sento molto meglio" Metti il libro nel carrello
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Anno: 2007
Pagine: 301
Prezzo: € 25,00
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877707963

Estratto del libro
Delineare in poche righe questa nuova, complessa teoria della cultura e della nevrosi non è facile, ma ci proverò. Essa prende le mosse dalla constatazione che tutte le principali teorie psicologiche tradizionali (da quelle freudiane a quelle junghiane, da quelle adleriane a quelle reichiane, da quelle rogersiane a quelle comportamentali) hanno finora ignorato o minimizzato o esplicitamente negato quella che, a mio parere, è la causa primaria della sofferenza psichica di ogni essere umano: e cioè la coscienza e l'angoscia della propria morte e la partecipazione disperata alla malattia e all'agonia dei propri simili più amati.
Da quest'angoscia allagante, coeva all'emersione della coscienza nell'evoluzione umana, l'uomo ha tentato di proteggersi negando la morte e sviluppando credenze in una vita d'oltretomba che hanno dato origine alle varie religioni. Purtroppo, però, ogni gruppo umano ha finito per considerare la sua religione come l'Unica Vera Fede e Vera Chiesa capace di assicurare vita e felicità eterna, e per combattere gl'infedeli e i miscredenti (cioè i seguaci delle altre religioni) come agenti del Male e nemici da convertire o distruggere. Qui sta la radice del tremendo surplus di distruttività intraspecifica (mai spiegato da innatisti e ambientalisti) che caratterizza la razza umana e delle Guerre Sante che hanno insanguinato il mondo nel passato e minacciano oggi di trascinarlo a un olocausto davvero definitivo, perché nucleare e planetario.
Nel Novecento le guerre di religione hanno avuto una pausa perché le certezze religiose tradizionali sono entrate in crisi sotto i colpi del pensiero filosofico e scientifico moderno. Ma si è trattato di una pausa solo temporanea e apparente. I totalitarismi politici di stampo fascista e comunista che hanno insanguinato l'Europa e il mondo nel secolo scorso, infatti, appaiono allo psicologo d'indirizzo umanistico esistenziale altrettanti surrogati secolarizzati dei vecchi miti religiosi salvazionisti e non a caso ne conservano, con le rispettive varianti storiche e ideologiche, i tratti essenziali [...]
L'approccio umanistico esistenziale consente di comprendere in un'ottica nuova e unitaria anche molte altre realtà culturali: dall'esplosione demografica con i suoi tragici effetti di fame, sete, disoccupazione di massa, migrazioni disperate, che appare uno dei tanti frutti avvelenati dei tabù sessuali tipici del dogmatismo politico-religioso tradizionale, alla produzione artistica e filosofica delle varie epoche.
Quarta di copertina
Circa venticinque anni fa il noto saggio di Gianni Vattimo Il pensiero debole proclamava che, dopo il fallimento del marxismo, era divenuto impossibile per il pensiero umano tentare una interpretazione unitaria della realtà e della storia. Questo libro, col suo titolo ambizioso (fortunatamente sdrammatizzato dal sottotitolo autoironico), vuole ricordare che il mio approccio psicologico può offrire una nuova interpretazione unitaria delle vicende umane e rispondere alla ricerca di senso e significato che costituisce il bisogno forse più profondo della nostra mente. Un assunto basilare del pensiero scientifico è che una teoria può considerarsi tanto più valida quanto maggiore è il numero di fatti e problemi che essa riesce a spiegare. Ebbene, sia pure in forma necessariamente sintetica, il nuovo pensiero forte riesce, con i suoi strumenti psicoculturali, a proporre una spiegazione unitaria dei fatti e dei problemi apparentemente più diversi, dalla bomba demografica al fanatismo religioso e politico, dal disastro ecologico alla globalizzazione selvaggia e a tutte le grandi crisi del nostro tempo: quella della politica, quella dell'energia, quella della scuola, quella della coppia. E scusate se è poco.
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