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La rivista
 
La droga. Medicina scientifica e clinica psicanalitica
Zoom della copertina
La droga. Medicina scientifica e clinica psicanalitica
gennaio 1984
n°5
232 pagine, € 15,49
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Estratto

L'enigma della droga è l'enigma della nominazione: da dove vengono i nomi, da dove vengono i bambini, da dove vengono le cose. Si tratta di un enigma che consegna un altro enigma, non di misteri né di segreti. Senza terminare nella definitiva risoluzione, rilascia l'eventualità dell'approdo alla cifra del linguaggio.
La nominazione è la logica dell'atto di parola, e la medicina è scientifica situandosi in questo atto. La medicina sacramentale e romantica procede dalla sostanziazione delle cose, dal tentativo di situare la materia insemiotizzabile. La distinzione tra materia e sostanza risulta imprescindibile per specificare le questioni del parricidio e della sessualità.
La messa a morte del padre dell'orda primitiva, l'instaurazione del totemismo poi costituiscono la "festa della droga", quella che Freud chiama la prima festa dell'umanità. La divisione del cadavere dell'animale totemico, questa frammentazione della sostanza, è il modello della religione della droga; religione di ciò che nel dire, con le sue tre dimensioni: linguaggio, materia e sembianza, sono i nomi. E nell'atto di parola un padre funziona come nome. La religione della droga prende l'avvio dal tentativo di messa a morte di questo padre.

Quarta di copertina

Distantissima dalla psicofarmacologia e dalla psicopatologia, agli antipodi della nozione di sostanza, la droga nella psicanalisi è quel che Freud chiama inconscio, una logica particolare, la logica della nominazione. Scrittori, psicanalisti, medici, psichiatri, semiologi si confrontano sulle sue implicazioni per l'invenzione di una medicina scientifica.
In questo libro viene esplorata in termini inediti la connessione tra medicina e psicanalisi. La medicina scientifica non offre supporto alla mitologia medica profusa nella manualistica, negli studi professionali, negli ambulatori del patetismo e negli ospedali della miseria. Si tratta infatti dell'istanza scientifica, e non più ideologica, da cui procedono tanto la pratica della medicina quanto la pratica della psicanalisi.